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Manutenzioni, riparazione e lamatura di parquet
Fornitura e posa ogni tipo di parquet anche a disegno








Per ottenere un ottimo risultato,bisogna effettuare la posa in maniera corretta e sopratutto in condizioni ambientali controllate e prive di umidità, che il posatore deve verificare attraverso un rilievo igrometrico.
Il sottofondo
Il sottofondo deve avere alcune caratteristiche fondamentali per essere idoneo a ricevere il parquet e a mantenerlo stabile nel tempo.
- la compattezza
- la planarità
- una corretta quota rispetto al piano di calpestio
- la pulizia
- la giusta disidratazione
I sottofondi possono essere di vari tipi:
sottofondi cementizi
si tratta del tipo di sottofondo più utilizzato, formato da uno strato di malta impastata esclusivamente con sabbia e cemento, deve essere a grana molto fine e amalgamarsi bene con lo strato di calcestruzzo sottostante.
Il tasso di umidità del sottofondo non deve superare il 2% in peso risultato che si ottiene con una stagionatura media del massetto cementizio di almeno 60 giorni.
E' possibile ridurre a pochi giorni questo periodo, con l'impiego di cementi speciali a rapida disidratazione.
il pavimento preesistente
Su qualsiasi pavimento ben livellato è possibile posare il parquet.
Ovviamente, se la posa avviene tramite incollaggio, il supporto esistente dovrà essere trattato in maniera da rendere la superficie ruvida e permettere al collante di ancorare.
Per questo genere di posa non si sconsiglia l'utilizzo di colle in dispersione acquosa.
pannelli di truciolare o multistrato
il massetto cementizio è sostituito da pannelli di legno pressato( truciolare o multistrato) dello spessore di 15-22 mm, posti su di un supporto di malta cementizia o su materiale inerte a secco come sabbia o polvere di marmo.
Questo sottofondo consente di installare qualsiasi formato di parquet, sia incollato che chiodato, con eccezionali proprietà di isolamento termoacustico.
Inoltre si eliminano completamente i tempi di attesa di disidratazione dei sottofondi cementizi tradizionali
Pavimenti con finitura a vernice
La manutenzione di un pavimento in legno trattato con vernice trasparente è molto semplice.
Infatti per pulire è sufficiente passare un panno umido su tutta la superficie.
Nel parquet, ciò che nel tempo subisce usura è la pellicola di vernice trasparente.
Nei punti di maggior calpestio il pavimento comincia a dar segno di usura dopo 10-15 anni dall'installazione, a questo punto, deve intervenire il parchettista.
Se la vernice è ancora in uno stato accettabile, egli si limiterà a carteggiare tutto il pavimento e poi stenderà una nuova mano di vernice.
Nel caso invece l'usura sia molto accentuata è necessario rilevigare il pavimento e dare nuovamente le mani di vernice necessarie.
Precisiamo che l'intervento radicale di rilevigatura non influisce sulla consistenza e durata del parquet, infatti una nuova levigatura asporta al massimo 0,2-0,3 mm dello spessore complessivo del pavimento.
Pavimenti con finitura a olii naturali e cera
Per eliminare le tracce di calpestio bastano uno straccio morbido e una lucidatrice domestica, sarà opportuno stendere una nuova mano di prodotto ogni qual volta se ne avverte la necessità.
Per la migliore manutenzione, si suggerisce di usare sempre prodotti consigliati dall'installatore.
Assestamento
Dopo la posa del parquet tradizionale si passa alla fase del assestamento definitivo che dura in genere fino a 7 giorni, ciò permette al legno di ambientarsi nell'abitazione senza del quale il pavimento si ondulerebbe dopo la finitura del pavimento. Successivamente si passa alle operazioni di finitura.
La levigatura
Avviene con l'utilizzo di macchine smerigliatrici a carta abrasiva e prevede
quattro fasi di carteggiatura con l'impiego di grane diverse fino a quella finale con grana finissima.
Quest'ultima carteggiatura avviene mediante macchine a movimento circolare per ottenere una superficie di massima planarietà e ridottissima porosità.
La stuccatura
Si esegue dopo le prime fasi di levigatura al fine di chiudere le giunture fra le tavolette del parquet.
La stuccatura più efficace si ottiene con l'impiego della polvere residua della levigatura, miscelata a speciali resine. Lo stucco ottenuto in questo modo risulta dello stesso colore della pavimentazione,che applicata secondo necessità con una o più mani, gli eccessi e le sbavature vengono rimosse mediante levigatura.
La finitura
La superficie del parquet può essere trattata con vernici di varia composizione chimica, oppure con l'utilizzo di olii naturali o cere.
Il trattamento con olii naturali o cere valorizzano ed esaltano le qualità estetiche del legno, é però necessaria una manutenzione periodica frequente.
La verniciatura avviene con l'impiego di vernici a base di resine poliuretaniche.
Si ottiene in tal modo una pellicola trasparente, elastica e resistente, che impermeabilizza e protegge la superficie del parquet limitandone l'usura da calpestio e l'influenza di condizioni ambientali sfavorevoli.
Questo rende più semplice la manutenzione: è infatti sufficiente il passaggio di un panno appena inumidito.
La controindicazione all'impiego di vernici a base poliuretanica è rappresentata dagli odori penetranti che durante l'applicazione sono emanati dai solventi che si volatilizzano.
La scelta del pavimento in legno viene fatta in base a criteri estetici( colore, venatura ecc.) e dalle caratteristiche che meglio si avvicinano al tipo di utilizzo previsto per il pavimento stesso.
Le caratteristiche più importanti sono: Stabilità e durezza
Stabilità
La stabilità è la resistenza alla deformazione stimolata dalle condizioni ambientali nelle quali la specie legnosa si trova
Se le condizioni presenti nell'ambiente si mantengono entro i limiti e le tolleranze sottoindicate i pavimenti in legno mantengono una buona stabilità
- umidità dell'aria: percentuale compresa fra il 45% e il 65%
- temperatura: fra i 12°C e i 20°C
- umidità contenuta nei sottofondi cementizi: non superiore al 2 % in peso
Ovviamente il continuo cambiamento delle condizioni ideali privilegia le specie legnose che hanno il coefficiente di stabilità migliore, le quali sono più resistenti di altre in presenza di fattori ambientali critici o comunque instabili.
Durezza
La durezza rappresenta la resistenza del legno ad opporsi alla penetrazione di un corpo esterno.
l'impronta prodotta sarà più o meno profonda a seconda degli indici di durezza delle varie specie legnose.
E' molto importante anche il fattore estetico a partire dalla scelta cromatica e dal tipo di disegno di posa utilizzato.
I listoni con dimensioni più grandi si prestano a disposizioni abbastanza uniformi come il "cassero regolare" o la "tolda di nave" in cui le tavole vengono posate in modo da formare strisce orizzontali o diagonali;
Tra i tipi di pose più diffusi c'è senz'altro la "spina di pesce", le tavolette di dimensioni più ridotte ben si prestano a questo tipo di disegno o possono dare origine a forme complesse, giocando sull'accostamento di legni di diverse specie,tonalità,colori.
Con la tecnica dell'intarsio,infine si può dar vita a straordinarie soluzioni: centri intarsiati e fasce perimetrali movimentano e impreziosiscono i pavimenti in parquet.
Perché i locali, prima della posa, devono essere dotati di porte, serramenti
e tapparelle?
Per evitare che nelle giornate o nei periodi con umidità elevata,
l'assenza di questi elementi contribuisca a umidificare supporti
e parquet e per uscire ad operare con attrezzature e tecniche di
deumidificazione forzata dell'ambiente qualora ci sia urgenza di
consegna.
Perché è necessario rilevare la temperatura, l'umidità dell'ambiente e
delle strutture murarie di un locale lasciato chiuso per almeno una
settimana?
Queste indagini sono importantissime perché è indispensabile
considerare fino a che punto l'umidità residua delle strutture
murarie e di conseguenza dell'ambiente potrà influenzare
negativamente il parquet posato nel periodo che trascorrerà da
quando l'appartamento finito sarà tenuto chiuso fino al momento
in cui sarà consegnato al cliente.
I fatti dimostrano che, nonostante si operi a regola d'arte, in
questa fase sono molto frequenti rigonfiamenti e distacchi del
parquet per concentrazione d'umidità negli ambienti chiusi e non
abitati.
Perché è indispensabile quantificare con cura l'umidità dello strato
ripartitore di carico, e, in caso di mancanza dello strato di barriera al
vapore, di tutto il sottofondo?
Il parquet che sarà posato assorbirà l'umidità occultata nel
sottofondo, aumentando le proprie dimensioni e soprattutto la larghezza, sviluppando inizialmente delle sollecitazioni parallele al piano di posa che poi, per mancanza di spazio, si
trasformeranno in sollecitazioni perpendicolari, provocandone
il distacco e il sollevamento.
Perché durante l'esecuzione del foro per il prelevamento del campione
necessario per la prova del carburo, si deve constatare se lo strato
ripartitore di carico è tenace e compatto in tutto il suo spessore?
In moltissimi casi ci si può trovare di fronte ad uno strato
ripartitore di carico con una superficie apparentemente compatta
ma in realtà, scarificando il primo centimetro di superficie, si
scopre che lo strato sottostante è completamente inconsistente
Perché si misura lo spessore dello strato ripartitore di carico?
Perché, con i dati dello spessore e del peso specifico e della
percentuale di umidità che rileveremo, potremo calcolare la
massa d'acqua contenuta nello strato ripartitore di carico.
La massa d'acqua se eccessiva umidificherà il parquet
mandandolo in tensione e, con tutta probabilità, provocherà
dei distacchi.
Perché è necessario quantificare l'umidità con il carburo?
L'igrometro a carburo è in assoluto lo strumento più sicuro e
preciso per quantificare esattamente il valore dell'umidità di
sottofondo, indipendentemente dalla sua natura chimica e dal
suo peso specifico, infatti, è l'unico riconosciuto a livello
normativo in caso di contestazioni.